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lunedì 6 novembre 2017

Giovanni de Castro: I Templari. L'ascesa, il processo, la mistica

I cavalieri Templari sono uno dei pochi Ordini Cavallereschi medievali che hanno trasceso la contingenza storica per elevarsi a leggenda. 
Soprattutto negli ultimi due secoli, le pubblicazioni che riguardano il loro Ordine sono aumentate esponenzialmente, ma la qualità di tali pubblicazioni è presto calata in maniera direttamente proporzionale al loro numero.
Tuttavia, una quantità così elevata di pubblicazioni testimonia da un lato il grande interesse da parte del pubblico e dall'altro il fascino magnetico e senza tempo dell'Ordine dei Cavalieri Templari.
Questo perché la rapida ascesa e l'altrettanto rapido declino dei Templari ha suscitato, fin dal medioevo, una meraviglia così sublime che non poteva che perdurare nei secoli e dar vita a numerose leggende, nate dalle calunnie e dalle mistificazioni del processo, dalle dicerie del popolo, dai grandi tesori accumulati, dalla tenacia spirituale dei suoi membri. 
Se di grandi misteri si fecero custodi, riuscire a cogliere di quali misteri si trattò risulta, al giorno d'oggi, estremamente difficile proprio a causa dell'elevato numero di testi che, in un modo o nell'altro, hanno collegato ogni sorta di segreto, mistero e teoria fantasiosa all'Ordine Templare. 
"I Templari" di Giovanni De Castro, filosofo e storico ottocentesco, rappresenta dunque un importante documento per calarsi nell'intramontabile fascino esercitato dall'Ordine Cavalleresco senza il rischio di trovarsi immersi in una cortina di fumo di teorie complottiste. 
Nel presente testo, Giovanni De Castro racconta l'ascesa, il declino e la mistica dei Templari, riuscendo a bilanciare in maniera ponderata da un lato il racconto storico dell'Ordine, e dall'altro quello filosofico, religioso e spirituale, sempre rimanendo legato ai documenti storici dell'epoca. 
In ciò risiede il grande punto di forza dell'analisi di Giovanni De Castro: la consapevolezza che la parabola dei Templari e, di conseguenza, il loro mistero, non può essere colto se non in questa terra di confine tra storia e filosofia, religione e spiritualità, poiché l'Ordine stesso è nato e si è evoluto all'interno di una cornice temporale, quella del Medioevo, le cui categorie "spazio-temporali" erano radicalmente diverse rispetto a quelle dell'uomo moderno (come mostra Le Goff in Tempo della Chiesa e tempo del Mercante); una cornice spazio-temporale in cui, già a partire dalla società, i valori spirituali avevano la preminenza rispetto a quelli materiali, e tale aspetto era ancora più accentuato all'interno dell'Ordine Templare, che rappresenta, secondo De Castro, l'esempio più elevato di Milizia Spirituale.
Con i fondamenti teologici e morali delineati da Bernardo di Chiaravalle nel De Laude Novae Militiae, i Templari nascono infatti come un Ordine Cavalleresco il cui fine non è la guerra, ma la pace; non la ricchezza materiale, ma quella spirituale; non l'odio, ma l'amore, persino in battaglia nel bel mezzo dello scontro con il nemico. 
"Il soldato ha la gloria, il monaco ha il riposo. Essi rinunciarono all'una ed all'altro, s'imposero costante legge di pericoli e d'astinenze" condensa De Castro, in poche righe, l'austerità di vita con la quale si esercitavano a raggiungere tali conquiste, il cui aspetto più rivoluzionario fu proprio quello di essere volte non all'interesse particolare di un sovrano, ma all'interesse generale dell'umanità.
La loro tenacia fu così irrefrenabile che conquistò anche la reverenza da parte dei Mori, tant'è che il loro apparire in battaglia gettava subito scompiglio. Presto conquistarono così tanta influenza da possedere propri riti, proprie leggi, propria giurisdizione, a tal punto che nemmeno il Papa poteva giudicarli o presiedere alle loro riunioni segrete. Ciò fece fioccare le più disparate accuse di eresia, che De Castro analizza minuziosamente per riuscire a rintracciare quanto vi fu di fantasioso e quanto, invece, affondava nelle effettive simbologie sacre assunte dall'Ordine.
La loro forza li fece ascendere tanto velocemente quanto rapida fu la loro caduta.
La caduta dell'Ordine rappresenta la fine di questo mondo disinteressato, in una società cieca e sorda ai valori spirituali, interessata esclusivamente alla ricchezze, e la loro fine non fu solo un evento storico, ma un evento simbolico che segnò una delle prime fasi di passaggio dalla società spirituale a quella economica. Come scrive De Castro:

"L’innalzamento de’ Templari fu straordinario, straordinaria la loro caduta. A questo modo la prosa si vendica della poesia. Società beffarda e codarda non poteva tollerare società generosa, disinteressata, che avea saputo crearsi una potenza colla fede e col valore.

La lettera si ribella allo spirito, che non comprende più, che non ama più. Quando la prosa sconosce le venerande forme poetiche, le vecchie e benemerite istituzioni; quando lo scetticismo si fa strada colla dilapidazione del patrimonio avito, collo spregio delle costumanze meglio autorate, colla demolizione inconsulta, l’umanità novera giorni di lutto" (Giovanni De Castro, I Templari. L'ascesa, il processo, la mistica, a cura di Daniele Palmieri).


I Templari. L'ascesa, il processo, la mistica - Giovanni De Castro, a cura di Daniele Palmieri: https://www.ibs.it/templari-ascesa-processo-mistica-libro-giovanni-de-castro/e/9788892689206?inventoryId=91798285

Daniele Palmieri


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