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martedì 16 giugno 2015

L'elettore della domenica


Odio gli indifferenti. Questa citazione di Gramsci è citata spesso, soprattutto in occasione delle elezioni.
"Votate" si dice "non siate indifferenti".
Ma è davvero così e, soprattutto, era questo il messaggio originale di Gramsci?
Difatti, votare non significa automaticamente essere partigiani; tutt'altro.
C'è un tipo di elettore, il più dannoso di tutti, che io chiamo "l'elettore della domenica".
Cosa fa di così sbagliato questo tipo di elettore, adempiendo il suo dovere civico?
Ebbene, l'elettore della domenica è quel tipo di indifferente che non segue e non approfondisce i dibattiti politici in corso, ma la cui conoscenza del mondo che lo circonda si limita alla propria quotidianità e alle vaghe notizie filtrate da stereotipi e luoghi comuni che gli giungono all'orecchio.
Ma quando si avvicinano le elezioni, purtroppo il suo spirito nazionale si risveglia e allora quei luoghi comuni diventano le sue solide conoscenze che lo spingono a votare un partito piuttosto che un altro.
E come può, lo scrutinatore, riconoscere questo fantomatico elettore della domenica, risvegliatosi dal suo sonno letargico?
Solitamente, l'elettore della domenica lascia la sua impronta indelebile sulla scheda elettorale.
Facendo un esempio pratico, l'elettore della domenica è colui il quale, alle elezioni comunali di Cologno Monzese, vota Lega Nord scrivendo tra le preferenze il nome "Salvini", convinto - si deduce - che Salvini si sia candidato come Consigliere Comunale nella cittadina di Cologno Monzese per il sindaco del centrodestra. Sarebbe comico, se non fosse che schede elettorali siffatte NON SONO CONSIDERATE NULLE.
L'elettore della domenica è il peggior indifferente, poiché la sua indifferenza diventa un'opinione politica.
E qui ritorniamo a Gramsci; anzi, no, ché poi se uno cita Gramsci si risveglia l'acuto spirito critico di alcuni intellettuali che cominciano a urlare: "komunistah!".
Dunque torniamo a Dante, ché ormai il dibattito tra Guelfi e Ghibellini è ormai sopito.
Dante, il padre spirituale della povera Italia che, guarda caso, non è mai citato da questi fantasmatici nazionalisti che dicono di voler difendere la nostra Patria.
Ebbene, parliamo di Dante poiché, centinaia di anni prima di Gramsci, fu il primo a odiare gli indifferenti.
A loro dedicò quello che è forse il luogo più terribile dell'Inferno, ossia l'anti-Inferno. Questa terra di nessuno è la più desolante dell'intero poema, poiché le anime disperate che corrono senza sosta su un tappeto di vermi sono ripudiati sia da Satana che da Dio.
Sciagurati che mai non fur vivi, gli ignavi che nella loro vita non furono mai partigiani, che non si interessarono al mondo intorno a loro e lasciarono scorrere il tutto nella più abietta indifferenza. 
E proprio questi ignavi sono la causa di catastrofi pubbliche, soprattutto quando abbandonano la bolla della piatta quotidianità per avvicinarsi alle urne, sancendo il trionfo dell'ignoranza.

Daniele Palmieri

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